La Stimolazione Ovarica
La Stimolazione Ovarica
Lo sviluppo follicolare viene quindi monitorato mediante controlli ecografici ripetuti (in genere a giorni alterni a partire dal 5°- 6° giorno di stimolazione) e dosaggi dei livelli di estradiolo fintanto che i follicoli di maggiori dimensioni non abbiano raggiunto un diametro medio superiore ai 17-18 mm allorchè viene somministrata una dose di Gonadotropina Corionica (Gonasi, Profasi, Pregnyl, Ovitrelle) pari a 5.000 - 10.000 UI per conseguire la maturazione finale degli ovociti. In alcuni casi, in particolare quando una eccessiva risposta ovarica alla stimolazione configura il determinarsi di un rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica, anzichè indurre la maturazione finale degli ovociti con la Gonadotropina Corionica si utilizza un analogo del GnRh (Decapeptyl, Enantone). Ciò consente di annullare quasi del tutto la possibilità che dopo il prelievo ovocitario si sviluppi un quadro conclamato di sindrome da iperstimolazione ovarica di grado severo ma nello stesso tempo induce una profonda modificazione della mucosa dell’utero per cui, in quel momento, essa diviene scarsamente recettiva per l’impianto embrionale. Per questo motivo in questi si preferisce in genere crioconservare tutti gli embrioni prodotti e differire il trasferimento in utero di uno/due in modo da ripristinare condizioni ottimali per l’impiato (protocollo freeze-all). In rapporto alla risposta della paziente alla terapia di induzione dello sviluppo follicolare ed in base al livello di picco di estradiolo ottenuto nel corso di tale terapia, le pazienti sono state classificate da alcuni Autori in high, intermediate and low responders e l'appartenenza all'una o all'altra classe sembra essere predittiva dell'esito del ciclo di Fecondazione in Vitro. Nelle pazienti classificate come high responders in cui il picco di estradiolo risultasuperiore a 2000 pg/ml è stata infatti osservata una percentuale di gravidanze evolutive per transfer embrionale pari al 41 %, mentre in quelle classificate come low responder (picco di estradiolo inferiore a 400 pg/ml) tale percentuale è pari al 19.6 %.
Induzione dell'ovulazione Prelievo ovocitario Fecondazione in vitro Transfer embrionario
© Fecondazioneassistita.it 2018

LA PROCEDURA SI ARTICOLA ESSENZIALMENTE IN QUATTRO FASI

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Lo sviluppo follicolare viene quindi monitorato mediante controlli ecografici ripetuti (in genere a giorni alterni a partire dal 5°- 6° giorno di stimolazione) e dosaggi dei livelli di estradiolo fintanto che i follicoli di maggiori dimensioni non abbiano raggiunto un diametro medio superiore ai 17-18 mm allorchè viene somministrata una dose di Gonadotropina Corionica (Gonasi, Profasi, Pregnyl, Ovitrelle) pari a 5.000 - 10.000 UI per conseguire la maturazione finale degli ovociti. In alcuni casi, in particolare quando una eccessiva risposta ovarica alla stimolazione configura il determinarsi di un rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica, anzichè indurre la maturazione finale degli ovociti con la Gonadotropina Corionica si utilizza un analogo del GnRh (Decapeptyl, Enantone). Ciò consente di annullare quasi del tutto la possibilità che dopo il prelievo ovocitario si sviluppi un quadro conclamato di sindrome da iperstimolazione ovarica di grado severo ma nello stesso tempo induce una profonda modificazione della mucosa dell’utero per cui, in quel momento, essa diviene scarsamente recettiva per l’impianto embrionale. Per questo motivo in questi si preferisce in genere crioconservare tutti gli embrioni prodotti e differire il trasferimento in utero di uno/due in modo da ripristinare condizioni ottimali per l’impiato (protocollo freeze-all). In rapporto alla risposta della paziente alla terapia di induzione dello sviluppo follicolare ed in base al livello di picco di estradiolo ottenuto nel corso di tale terapia, le pazienti sono state classificate da alcuni Autori in high, intermediate and low responders e l'appartenenza all'una o all'altra classe sembra essere predittiva dell'esito del ciclo di Fecondazione in Vitro. Nelle pazienti classificate come high responders in cui il picco di estradiolo risultasuperiore a 2000 pg/ml è stata infatti osservata una percentuale di gravidanze evolutive per transfer embrionale pari al 41 %, mentre in quelle classificate come low responder (picco di estradiolo inferiore a 400 pg/ml) tale percentuale è pari al 19.6 %.
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