La Fecondazione in Vitro
La Fecondazione in Vitro
LA FECONDAZIONE IN VITRO Gli ovociti raccolti mediante il prelievo ovocitario vengono quindi fecondati con il seme del partner (o di un donatore in caso di procedure eterologhe). In rapporto al tipo di procedura di laboratorio distinguiamo:  la FIVET  la ICSI Nella FIVET ciascun ovocita raccolto viene posto in una provetta con un campione di liquido seminale trattato alla concentrazione di 100.000 - 500.000 spermatozoi per ovocita (tale concentrazione varia in rapporto alla qualità del seme) in un mezzo di coltura adeguato per 12 - 18 ore. Nel corso di tale intervallo di tempo ha luogo la fecondazione dell'ovocita da parte dello spermatozoo. Nei casi in cui sussistano condizioni di inibizione del processo di fecondazione in vitro è invece necessario ricorrere alla ICSI, cioè alla inseminazione intracitoplasmatica degli spermatozoi. In pratica in questo caso viene eseguita la microiniezione diretta di un singolo spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita. La ICSI è una metodica introdotta nella pratica clinica nel 1993 ed è indicata nei casi di severa oligospermia con concentrazione spermatica inferiore a 5 milioni/ml, severa astenospermia con motilità spermatica inferiore al 10 % o bassa motilità progressiva, severa teratospermia con una percentuale di forme normali inferiori al 7-8%, nonchè in tutti quei pazienti in cui precedenti cicli di FIVET abbiano evidenziato una mancata fertilizzazione degli ovociti. Inoltre tale procedura deve essere utilizzata nei casi in cui si utilizzino ovociti precedentemente crioconservati.
ICSI ICSI Induzione dell'ovulazione Prelievo ovocitario Fecondazione in vitro Transfer embrionario
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LA PROCEDURA SI ARTICOLA ESSENZIALMENTE IN QUATTRO FASI

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LA FECONDAZIONE IN VITRO Gli ovociti raccolti mediante il prelievo ovocitario vengono quindi fecondati con il seme del partner (o di un donatore in caso di procedure eterologhe). In rapporto al tipo di procedura di laboratorio distinguiamo:  la FIVET  la ICSI Nella FIVET ciascun ovocita raccolto viene posto in una provetta con un campione di liquido seminale trattato alla concentrazione di 100.000 - 500.000 spermatozoi per ovocita (tale concentrazione varia in rapporto alla qualità del seme) in un mezzo di coltura adeguato per 12 - 18 ore. Nel corso di tale intervallo di tempo ha luogo la fecondazione dell'ovocita da parte dello spermatozoo. Nei casi in cui sussistano condizioni di inibizione del processo di fecondazione in vitro è invece necessario ricorrere alla ICSI, cioè alla inseminazione intracitoplasmatica degli spermatozoi. In pratica in questo caso viene eseguita la microiniezione diretta di un singolo spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita. La ICSI è una metodica introdotta nella pratica clinica nel 1993 ed è indicata nei casi di severa oligospermia con concentrazione spermatica inferiore a 5 milioni/ml, severa astenospermia con motilità spermatica inferiore al 10 % o bassa motilità progressiva, severa teratospermia con una percentuale di forme normali inferiori al 7-8%, nonchè in tutti quei pazienti in cui precedenti cicli di FIVET abbiano evidenziato una mancata fertilizzazione degli ovociti. Inoltre tale procedura deve essere utilizzata nei casi in cui si utilizzino ovociti precedentemente crioconservati.
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