Cosa è la Riserva Ovarica
Quali fattori influenzano  la Riserva Ovarica
Cosa è la riserva ovarica I fattori che influenzano la riserva ovarica Come si valuta la riserva ovarica
Il declino della riserva ovarica con il progredire dell’età varia notevolmente da soggetto a soggetto per cui in alcuni casi possiamo avere condizioni di rapido esaurimento della stessa con conseguente drastica riduzione della fertilità anche in età relativamente giovane (già verso i 30 anni), mentre in altri essa tende a mantenersi più o meno stabile anche in età relativamente più avanzate. E’ quindi evidente che alcuni fattori sia di ordine genetico che di ordine acquisito (legati quindi a stati patologici e/o a stili di vita) possono in qualche modo influenzare la fertilità della donna.

Fattori Genetici.

I fattori di ordine genetico possono agire a vari livelli: da un lato determinano il pool ovocitario di partenza già a livello della vita fetale, dall’altro possono agire sui meccanismi di distruzione ovocitaria già prima della nascita e ancor più in epoca post-natale determinando una diversa velocità di esaurimento della riserva ovarica (6,7).  Numerosissimi studi hanno negli ultimi anni individuato un enorme numero di geni implicati nei meccanismi di regolazione della funzione ovarica cercando di identificare quelle alterazioni che possono principalmente entrare in gioco nelle condizioni di alterata e/o ridotta riserva ovarica. Al riguardo molti studi hanno preso in esame pazienti affette da menopausa precoce (condizione caratterizzata dall’insorgenza della menopausa prima dei 40 anni) ed hanno portato all’identificazione di alcune alterazioni genetiche che possono già oggi essere ricercate nel contesto della pratica clinica per caratterizzare queste pazienti, quali ad esempio la mutazione X fragile (FMR1). Questa alterazione può essere presente in varie forme rappresentanti un diverso grado di espressione della stessa. Si va da forme cosidette complete che caratterizzano la vera e propria “sindrome del X fragile” in cui alla menopausa precoce si associano anche ulteriori alterazioni quali in primo luogo il ritardo mentale, a forme cosiddette “intermedie” e di “pre-mutazione” in cui l’espressione dell’alterazione genetica è più o meno parziale. E’ proprio in queste forme parziali ed in particolare nelle forme “intermedie” (in cui l’alterazione è minima) che possiamo ritrovare un aumentato rischio di precoce riduzione della riserva ovarica che configura la condizione di “premature ovarian aging (POA)”  definita da alcuni Autori (8) e che nel complesso sembrerebbe interessare circa il 10% della popolazione (9,10).
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Il declino della riserva ovarica con il progredire dell’età varia notevolmente da soggetto a soggetto per cui in alcuni casi possiamo avere condizioni di rapido esaurimento della stessa con conseguente drastica riduzione della fertilità anche in età relativamente giovane (già verso i 30 anni), mentre in altri essa tende a mantenersi più o meno stabile anche in età relativamente più avanzate. E’ quindi evidente che alcuni fattori sia di ordine genetico che di ordine acquisito (legati quindi a stati patologici e/o a stili di vita) possono in qualche modo influenzare la fertilità della donna.

Fattori Genetici.

I fattori di ordine genetico possono agire a vari livelli: da un lato determinano il pool ovocitario di partenza già a livello della vita fetale, dall’altro possono agire sui meccanismi di distruzione ovocitaria già prima della nascita e ancor più in epoca post-natale determinando una diversa velocità di esaurimento della riserva ovarica (6,7).  Numerosissimi studi hanno negli ultimi anni individuato un enorme numero di geni implicati nei meccanismi di regolazione della funzione ovarica cercando di identificare quelle alterazioni che possono principalmente entrare in gioco nelle condizioni di alterata e/o ridotta riserva ovarica. Al riguardo molti studi hanno preso in esame pazienti affette da menopausa precoce (condizione caratterizzata dall’insorgenza della menopausa prima dei 40 anni) ed hanno portato all’identificazione di alcune alterazioni genetiche che possono già oggi essere ricercate nel contesto della pratica clinica per caratterizzare queste pazienti, quali ad esempio la mutazione X fragile (FMR1). Questa alterazione può essere presente in varie forme rappresentanti un diverso grado di espressione della stessa. Si va da forme cosidette complete che caratterizzano la vera e propria “sindrome del X fragile” in cui alla menopausa precoce si associano anche ulteriori alterazioni quali in primo luogo il ritardo mentale, a forme cosiddette “intermedie” e di “pre-mutazione” in cui l’espressione dell’alterazione genetica è più o meno parziale. E’ proprio in queste forme parziali ed in particolare nelle forme “intermedie” (in cui l’alterazione è minima) che possiamo ritrovare un aumentato rischio di precoce riduzione della riserva ovarica che configura la condizione di “premature ovarian aging (POA)”  definita da alcuni Autori (8) e che nel complesso sembrerebbe interessare circa il 10% della popolazione (9,10).
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