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I dosaggi ormonali rivestono un ruolo di fondamentale importanza nell'ambito
dello studio dei fattori che possono essere alla base di condizioni di
infertilità/ipofertilità femminile.
Essi possono essere eseguiti in diversi momenti del ciclo mestruale. In linea
di massima possiamo distinguere esami basali (eseguiti nelle fasi iniziali del
ciclo mestruale) ed esami eseguiti in seconda fase.
Esami basali:
Gli esami basali hanno principalmente lo scopo di valutare la riserva ovarica
e di escludere la presenza di patologie che possono interferire sulla funzione
riproduttiva. Essi vengono in genere eseguiti il 2° o massimo 3° giorno del
ciclo e consistono principalmente nel dosaggio di FSH, LH, Estradiolo,
Progesterone, Prolattina, TSH, FT3, FT4.
FSH (Ormone Follicolostimolante)
L'ormone follicolostimolante è una sostanza prodotta
dalla ghiandola ipofisaria (localizzata in sede intracranica) che attraverso
il circolo sanguigno raggiunge le ovaie stimolando la produzione e la
crescita dei follicoli.
Man mano che i follicoli crescono si ha la produzione di estradiolo
da parte di alcune cellule della parete follicolare, dette cellule della
granulosa. Il conseguente incremento dei valori ematici di estradiolo agisce
a livello dell'ipofisi con un meccanismo di feed-back negativo inibendo la
secrezione di FSH.
L'importanza del dosaggio di tale ormone in fase basale
risiede principalmente nel significato che i livelli di FSH basali hanno al
fine di valutare la cosidetta "riserva ovarica", infatti se l'attività
ovarica è buona i livelli di FSH basale si mantegono entro certi limiti. Nei
casi invece di riduzione della riserva ovarica i livelli basali di FSH
tendono ad aumentare. Ciò in quanto l'ipofisi cerca in qualche modo di
forzare l'ovaio a produrre i follicoli, in altri termini è come se l'ipofisi
alzasse la voce per spingere l'ovaio a lavorare..... |
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LH (Ormone Luteinizzante)
L'ormone luteinizzante è anch'esso una sostanza prodotta
dalla ghiandola ipofisaria. Mentre la produzione di FSH prevale nella prima
fase del ciclo (primi 14 giorni), la produzione di LH aumenta
lentamente nei primi 14 giorni raggiungendo e superando i livelli di FSH
intorno al 14° giorno (picco preovulatorio) e i suoi livelli si mantengono
quindi elevati fino al 28° giorno del ciclo.
Le funzioni di tale ormone sono sostanzialmente due:
a) indurre lo scoppio del follicolo, cioè l'ovulazione;
b) indurre la trasformazione del follicolo in corpo luteo
e mantenerne la funzionalità nella seconda fase del ciclo.
Lo studio dei livelli basali di tale ormone serve per evidenziare alcune
condizioni quali ad esempio la sindrome dell'ovaio policistico. |
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Estradiolo (E2)
L'estradiolo è un ormone prodotto dalle cellule della parete del
follicolo ovarico. La sua produzione è stimolata dall'azione dell'ormone
follicolo-stimolante (FSH), ed è direttamente proporzionale al numero ed
alle dimensioni dei follicoli.
A sua volta l'estradiolo agisce a livello dell'ipofisi mediante un
meccanismo di feed-back negativo per cui man mano che i suoi livelli
aumentano si ha una inibizione della secrezione di FSH. Inoltre tale ormone
agisce con meccanismo di feed-back positivo sulla secrezione del LH
inducendo appunto il "picco preovulatorio di LH".
Tale ormone agisce inoltre a livello della mucosa dell'utero, cioè dell'endometrio
stimolandone la sua proliferazione e preparandolo quindi alla successiva
trasformazione secretiva che avrà luogo dopo l'ovulazione a seguito dello
stimolo progestinico. Sia la crescita proliferativa dell'endometrio che la
sua successiva trasformazione secretiva hanno una importanza fondamentale
per l'impianto dell'embrione.
Il suo dosaggio a livello basale ha importanza nell'ambito della
definizione della riserva ovarica.
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Esami ormonali eseguiti in fasi successive.
Il dosaggio di alcuni ormoni al di fuori della fase basale riveste in
primo luogo un ruolo di rilievo nella diagnostica dell'ovulazione.
Al momento dell'ovulazione infatti il follicolo si trasforma divenendo
corpo luteo il quale secerne progesterone. Questo ormone agisce a livello
della mucosa dell'utero (cioè dell'endometrio) inducendone una
trasformazione secretiva che è fondamentale per accogliere l'embrione. Il
dosaggio del progesterone dopo il 14° giorno del ciclo ha quindi un ruolo
fondamentale ai fini di valutare il realizzarsi del fenomeno ovulatorio.
Ulteriori dosaggi servono inoltre per cercare di capire se la seconda fase
del ciclo è di lunghezza adeguata, esistono infatti delle condizioni di
insufficienza luteinica in cui i livelli di progesterone si riducono troppo
precocemente inducendo un anticipo delle mestruazioni ed impedendo pertanto
un adeguato impianto dell'embrione.
Peraltro occorre sottolineare come il dosaggio del progesterone da solo
non ciconsenta di diagnosticare con certezza l'avvenuta ovulazione in quanto
esistono condizioni di "luteinizzazione follicolare" in cui il follicolo si
trasforma in corpo luteo senza che abbia luogo l'ovulazione (cioè lo scoppio
del follicolo con il rilascio del corpo luteo". Per tale motivo è di
fondamentale importanza associare al dosaggio del progesterone un adeguato
monitoraggio follicolare. |
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